Shining

Ricalcare Kubrick e dimenticarsi del resto. “Doctor Sleep” di Mike Flanagan.

Ricalcare Kubrick e dimenticarsi del resto. “Doctor Sleep” di Mike Flanagan.

Guardarsi alle spalle non è facile, soprattutto quando dietro di te c’è un monumento della storia del cinema. Avere la responsabilità, e l’onore, di girare il seguito di un film come “Shining” farebbe tremare qualsiasi cineasta, sfido chiunque a dire il contrario. Il signor Flanagan, già autore del riadattamento di un altro romanzo di King, “Il gioco di Gerald”, questa volta si deve confrontare con un materiale molto più difficile da riadattare rispetto al suo penultimo lavoro.

Il romanzo di King ha un preambolo molto lungo, tre linee narrative differenti da gestire e un arco di tempo di 15 anni da ricoprire. Ecco perché King ingrana la quarta solo a circa metà del romanzo, dopo aver creato delle fondamenta molto solide alle spalle dei protagonisti e delle loro storie.

Più volte mi sono domandato come Flanagan sarebbe riuscito a gestire tutta questa parte, e nel mentre guardavo il film, le difficoltà di tale lavoro si sono viste. Tutta la prima metà della pellicola stenta a partire veramente, e molte scelte di scrittura non hanno un sostegno forte dietro da determinare tali scelte. I personaggi, tranne quello di Dan e Rose (Rebecca Ferguson), sono davvero tutti molto abbozzati e privi di spessore.

Proprio quando il film deve accelerare e scalare in terza, fa una grattata di marcia allucinante, fallendo due scene fondamentali per la storia e chiudendo le linee di alcuni personaggi con delle scelte narrative che lasciano un po’ perplessi. Difficile sorpassare la visione di quei minuti non domandandoci “Ma veramente?”

Il tutto sembra voler arrivare velocemente alla parte finale del film, l’ultimo atto, il ritorno all’Overlook Hotel. Questa è senza dubbio la parte che funziona meglio, ma, e c’è un grosso ma, lo è anche perchè ricalca completamente in tutto e per tutto la pellicola di Kubrick, non aggiungendo quasi mai niente di personale o una rilettura diversa. “Perché sforzarsi di fare altro se si può ricopiare i movimenti di macchina del maestro?” Sembra essere un po’ questo il pensiero di Flanagan.

Detto ciò il film comunque rimane godibile, e le due ore e mezzo di durata passano velocemente, rimane il rammarico di veder un potenziale narrativo così eccelente non sfruttato a dovere, perchè “Doctor Sleep” poteva e doveva essere ancora meglio, peccato.

Voto: 6,5/10

Posted by Dario Albano in Cinema e Serie Tv