Parasite

Oscar, è rivoluzione! Analisi della vittoria di “Parasite” alla 92° edizione degli Academy Award.

Oscar, è rivoluzione! Analisi della vittoria di “Parasite” alla 92° edizione degli Academy Award.

Ma che cosa è successo? Ma vi rendete conto o no? Ieri sera abbiamo assistito a una serata rivoluzionaria per gli Oscar, una premiazione che “regole” alla mano era impossibile (o quasi) da prevedere. I giochi sono stati rischitti e gli schemi sono tutti saltati, proprio così, perché “Parasite” si aggiudica le statuette per Miglior Film e Regia (oltre alle altre due scondate di Film Straniero e Sceneggiatura).

Andiamo con ordine e cerchiamo di analizzare il tutto. Negli Oscar esistono (esistevano) degli schemi, degli indizi e delle molliche di pane che fino a ieri ti portavo a capire il papabile vincitore per le categorie principali. E non parlo dei Golden Globe, ma parlo dei premi dei sindacati e dei BAFTA (gli Oscar inglese). Il PGA è il premio che i produttori assegnano ogni anno alla miglior produzione cinematografica, e quasi sempre il premio coincide con il premio al “miglior film” agli Oscar. Questo perché le persone che votano sono le stesse (una parte chiaremente). E quest’anno il PGA era toccato a “1917”. Certo, sono questo premio non da nessuna sicurezza assoluta per il risultato finale, soprattutto perché a votare sono circa nove mila persone, ma se aggiungiamo che lo stesso film ha trionfato nella massima categoria ai BAFTA, ed inoltre aveva vinto nella categoria “miglior regia” sia ai BAFTA che ai DGA (director guild award) i giochi sembravano ormai chiusi.

Ma chi ha fatto la differenza quindi? Beh, gli attori, non c’è altra spiegazione. “Parasite” si era aggiudicato la statuetta di “Miglior Cast” ai SAG, i premi assegnati dal sindacato degli attori (ovvero dove gli attori premiano altri attori), e ciò voleva dire che la grande fetta dell’Academy formato da attori appunto, aveva visto in “Parasite” il suo favorito per l’Oscar a “Miglior Film”. La cosa incredibile però, è che per ribaltare un risultato come la vittoria ai PGA e ai BAFTA di “1917” gli attori devono aver votato in massa il film Sud Coreano preferendolo di gran lunga alla pellicola di Sam Mendes.

Il risultato è stato che contro ogni previsione (o quasi) “1917” non si aggiudica ne Regia ne Film. Ora molti di voi penseranno, “è ma Parasite è bellissimo, se lo merita alla grande, si poteva capaire che vinceva”…No, o meglio, lo si poteva sperare certo, e pure io sono molto felice per l’assegnazione della statuetta, ma, e qui c’è un grosso ma, schemi alla mano era del tutto imprevedibile. Gli schemi degli Oscar fino a ieri sera non avevano mai fallito, e la vittoria di “Parasite” ha portato una grande rivoluzione che serviva davvero a questa premiazione. Adesso sono davvero curioso di capire come si muoverà l’Academy nei prossimi anni, o se è stata solo una eccezione alla “regola”.

Nelle altre categorie invece non ci sono state grosse sorprese. Personalmente sono molto felice per l’Oscar a Brad Pitt, anche se vedere Al Pacino e Joe Pesci rimanere seduti fa sempre e comunque male al cuore; sono molto contento per il premio alla miglior colonna sonora per “Joker”, premio sacrosanto; e per la scenografia di “C’era una volta a Hollywood”, il film di Tarantino che chiude la serata con solo due statuette, che peccato.

La più grande delusione, è vedere tornare a casa a mani vuote “The Irishman”, il capolavoro di Scorsese con 10 nomination, non è riuscito a portarsi a casa nessuna statuetta, ed anche se era del tutto prevedibile dispiace tanto comunque. Ricordiamoci anche che nel 2003, “Gangs of New York” tornò a mani vuote con lo stesso numero di nomination ricevute. Una piccola maledizione per il maestro Scorsese.

Sono felice per “Parasite”? Sì, molto, lo preferisco di gran lunga a “1917”. E’ l’Oscar che avrei assegnato io? No, con due gioielli come “The Irishman” e “C’era una volta a Hollywood” tra i candidati, avrei preferito uno tra questi due.

Posted by Dario Albano in Cinema e Serie Tv
La lunga catena parassitaria in cui viviamo. “Parasite” di Bong Joon-ho

La lunga catena parassitaria in cui viviamo. “Parasite” di Bong Joon-ho

Parassita: In origine, denominazione in uso nell’antica Atene per designare funzionarî cultuali di alcune divinità, con attribuzioni non ben chiare, che avevano come caratteristica di partecipare alla divisione della vittima sacrificata alle divinità stesse; più tardi (almeno dal sec. 4° a. C.) il termine assunse il significato di scroccone sfrontato, amante della buona cucina, spesso incaricato di allietare con buffonerie gli invitati a un banchetto. Nell’uso odierno, anche come s.f., chi mangia e vive alle spalle altrui. Più genericamente, persona che vive senza lavorare, sfruttando le fatiche altrui, o che vive alle spalle degli altri, senza alcun contributo personale sul piano del lavoro e della produttività.dizionario Treccani

Quando si parla della società e delle classi sociali nella storia a scuola ci fanno vedere una piramide. Una piramide che parte larga e tozza e pian piano diventa sempre più snella e piccola. Nella parte bassa vengono sempre messi le classi ritenute più povere o che “contano meno”, e pian piano che andiamo in alto i soldi aumentano e le persone dimuniscono; quindi più si sale e quasi più non si parla di popoli e gruppi ma di pochissimi interessati. La forma della piramide rende bene l’idea, è vero, e schematizza visivamente quello che vuol raccontarci, ma siamo proprio sicuri che sia la forma più giusta per rappresentare la società in cui viviamo?

Bong Joon-ho firma “Parasite”, la sua ultima fatica che ha vinto la Palma d’Oro all’ultimo festival di Cannes. Una pellicola dove commedia e tragedia si mischiano in un mix perfetto di situazioni e battute scritte in maniera sopraffina, mantenendo sempre un buon ritmo e riuscendo a ribaltare completamente la situazione verso metà film, spiazzando completamente lo spettatore e riuscendo a trasformarsi da un film bello a bellissimo. Non voglio dirvi la trama, neanche l’incipit, va visto a scatola chiusa, senza sapere assolutamente niente di quello che succederà.

Il regista ci descrive una società dove esistono delle lunghe catene di parassiti, una sequenza di organismi che vivono non dei loro sforzi ma grazie a quelli di qualcun altro, parassiti di parassiti di altri parassiti e così via, non si sa dove sia il capo e dove arrivi la coda, e probabilmente questa lunga catena forma in realtà un gigantesco cerchio infinito.

Non posso far altro che consigliarvi la visione di questo gioiello, che è sicuramente tra i migliori film di quest’anno. Se siete amanti della commedia grottesca lo amerete.

Voto 8,5/10

Posted by Dario Albano in Cinema e Serie Tv