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Terminator: Destino oscuro – Strascichi di un passato lontano dal futuro

Terminator: Destino oscuro – Strascichi di un passato lontano dal futuro

La saga cinematografica di Terminator ha segnato intere generazioni con i suoi primi due storici e imponenti capitoli. L’importantissima innovazione che essi portarono alla settima arte in quel particolare periodo storico, fu fondamentale per la costruzione di un immaginario collettivo divenuto sin da subito ben solido. Come intrappolati in una bolla di cristallo impermeabile e immacolata, però, i primi due film sono rimasti ancorati al loro tempo e i sequel che ne sono conseguiti non hanno mai brillato per qualità e necessarietà d’esistere. Ma, come ben si sa, nulla muore mai veramente al cinema; Tim Miller e James Cameron hanno così unito le forze per dar vita a Terminator: Destino Oscuro, nuovo ed ennesimo capitolo che si presenta come sequel/reboot dell’immacolato Terminator 2 nel tentativo di portare nuova linfa vitale al brand. Alla base, un forte effetto nostalgia fondamentale per riunire il pubblico storico e cercare di far soffiare il vento del supporto a favore. A portare sulle spalle un’eredità così pesante ci pensano Linda Hamilton e Arnold Schwarzenegger, veri pezzi da novanta del passato chiamati per un’ultima volta a combattere nel nome delle macchine assassine che li consacrarono nel mondo del cinema e che ora potrebbero riportarli su nuovi e lucenti riflettori. E se da un lato le scene d’azione entusiasmano e coinvolgono grazie ad effetti speciali e coreografie molto fisiche, ben allineate con i nuovi giovani protagonisti scelti per portare avanti l’avventura di Terminator: Destino oscuro, dall’altro la muscolarità logorata delle vecchie glorie non può compensare ad una storia poco convincente e blanda su troppi fronti. Abbozzare un timido tentativo di umanizzazione dei robot, cambiare qualche carta in tavola e strizzare furbescamente l’occhiolino porta solo alla creazione di flebili strascichi di un passato che non possono ne riescono a dare qualcosa di significativo a quello che dovrebbe essere un nuovo futuro.

Posted by Gianmarco Bonelli in Cinema e Serie Tv