1917

1917: Una mortale corsa senza tregua

1917: Una mortale corsa senza tregua

Il film di Sam Mendes, fresco di nomination all’Academy di quest’anno, sbarca nelle nostre sale dal 23 Gennaio. 1917 non ha bisogno di spiegazioni, il contesto parla da sé, le immagini, i colori cupi della fotografia e le note lunghe e dilatate della colonna sonora di un -ancora una volta- superbo Thomas Newman, contribuiscono a conferire quel senso di logorazione che solo una situazione come quella della guerra può procurare. A questo si aggiunge un (finto) piano sequenza concentrato sul protagonista delle vicende, il caporale Schofield (George MacKay) incaricato di compiere una mortale corsa verso l’altra parte del fronte, passando per il territorio nemico, al fine di far annullare da parte del comandante del fronte occidentale l’attacco contro i tedeschi. Ci si immedesima da subito in questa folle odissea, ostacolata da bombardamenti e colpi di fucile, la freddezza delle riprese si mostra coerente minuto per minuto con la rigidità di un contesto in cui è solo ed esclusivamente questione di vita o di morte, il resto è tutto inutile e secondario. Non c’è nulla da dover esplorare, non esiste umanità che tenga davanti alla disumanità dell’ambiente bellico, se non quella di dover salvare ad ogni costo la propria pelle. Mendes, inscena tutto ciò con un’impeccabile meticolosità e cura nei minimi dettagli facendoci inevitabilmente avvertire sulla nostra pelle il lento annullarsi delle energie del soldato alle prese con la sua corsa contro il tempo, le cui lancette sono veloci come un proiettile. Non vi è alcuna componente o spettacolarità al di fuori di quella tecnica, a Mendes non interessa sfociare nel sentimentalismo della sfera emotiva o nella goliardia scaturita da elementi come scontri a fuoco, di certo non estranei al genere. La costante tensione di 1917 è merito di un esercizio di stile volutamente freddo, concentrato solo ed esclusivamente su espressioni, sguardi e movimenti. Perché in fin dei conti, un contesto dove ogni secondo è prezioso, non offre spazio per concedersi a una relazione più emotiva e meno pragmatica.

Posted by Daniele Cifarelli in Cinema e Serie Tv