La torrida estate del 2021

Sta passando così l’estate di quest’anno, un altro che ricorderemo per i suoi caratteri atipici e così bizzarri. I cruscotti delle macchine segnano i 48 gradi centigradi a Siracusa, la Sardegna brucia e con lei anche la Calabria. È la tipica torrida estate italiana, quella che ci ricordano le vecchie canzoni anni 60, il cui motivetto era sempre lo stesso: sole, cuore, amore e magari pure un po’ di sale sulla pelle. Gli ombrelloni colorati svettano dalle immagini dei droni che alcuni appassionati di fotografia catturano, è l’orda torrida delle spiagge affollate delle regioni italiane e dei paesi lontani. le montagne del Trentino non sono mai state così calde, le fotografie sui social network mostrano persone in canottiera in alta montagna. Sono le foto che pubblichiamo, le esperienze che viviamo quest’estate a farci dimenticare ormai più di un anno di innumerevoli sacrifici. 

Tra chi legge la Gazzetta e chi scalda la parmigiana di melanzane al sole l’argomento è solo uno: i no-vax e il conseguente green pass. Non esiste confine geografico, spazio, tempo e luogo in cui non si parli di questo. C’è chi si scatena per la terza possibile dose, chi pensa che il vaccino si stato creato troppo velocemente per essere efficace e chi addirittura crede sia un complotto dei potenti della terra. 

Il lettore penserà arrivato a questo punto della lettura di essersi imbattuto in un ennesimo articolo su questo argomento e invece no. In questi tre mesi sono successe tante cose, ad esempio quest’estate l’Italia ha vinto gli europei di calcio, ha conquistato 40 medaglie alle olimpiadi, tutto questo mentre Matteo Renzi dichiarava, con l’ennesima incapacità comunicativa che gli compete, che il reddito di Cittadinanza è inutile perché nel mondo esisterà sempre un padrone e uno che lavora. 

Cosa succede in tutta risposta?

A Firenze le piazze insorgono, lo fanno con il collettivo organizzato da GKN contro il licenziamento di 422 dipendenti; scendono e si abbracciano 2000 persone in una piazza, l’11 agosto data storica in cui si ricorda la liberazione di Firenze. Improvvisamente così nel 2021 abbiamo capito che è ancora possibile conquistare ciò che ci è stato tolto, che è infatti possibile scendere in piazza e abbracciare chi come noi condivide un pensiero crtico. Nel frattempo, l’Associazione Luca Coscioni lancia insieme allo storico Marco Cappato il referendum per richiedere la proposta di legge in merito all’Eutanasia Legale. Sono 400.000 le persone che firmano, online, nei banchetti in spiaggia, nelle piazze italiane, tutto risuona: siamo liberi fino alla fine. Slitta il DDL Zan, una proposta di legge che ha suscitato l’indignazione della parte “destra” italiana che ritiene che le donne condividano uno spirito innato alla maternità. È questa la torrida estate italiana, Makumba è il sottofondo dei nostri stati d’animo e nel frattempo immagini di un mondo cristallino che cerchiamo di fotografare nella mente e con i telefonini. 

(Corriere della Sera)

Nella mia estate italiana, qualcosa succede. Incontro nei vicoli di Genova un signore, sulla cinquantina che chiamerò Luca (nome di fantasia). È stanco, frustrato e si intrattiene con due giovani ragazzi fuori dall’Asinello. Li sento parlare di vaccini, o meglio, Luca, signore sulla cinquantina parla ininterrottamente del Covid. Lo fa con una rabbia che mi suscita emozioni contrastanti. Decido di intervenire in modo passivo, ascolto le sue parole che escono in maniera frenetica e forsennata dalla bocca. Ovviamente è un no-vax, anzi è una persona che ritiene tutta la pandemia un enorme complotto. Lo osservo, i due ragazzi ascoltano in modo passivo come me, ci scambiamo qualche occhiata e dopo una ventina di minuti lui si spegne in attesa di una nostra risposta.

In quel preciso momento ho colto la paura. Nessuna risposta, lui si allontana e ci saluta con la mano. Ripenso alle parole di Cremonini che avevo letto su Facebook “I no vax non vanno isolati”, ci penso e capisco che in quel vicoletto, tra la maccaia e il caldo umido che si appicciava alla pelle noi avevamo dato possibilità alla paura di esprimersi. È infatti questa paura maledetta che muove ogni nostra decisione, è la possibilità che quell’ago, contenente un principio attivo, possa ammazzarti, è la paura del non avere un domani. Dunque i pensieri si fondono e si aggrovigliano, ripenso al Referendum, alla mia firma, al fine vita. Ripenso a tutte quelle dinamiche sociali che ci spingono a credere che domani ci sveglieremo, possibilmente sani, con un lavoro e magari con una famiglia. Mi ricordano che tutto è assolutamente e decisamente costruito su un equilibrio precario. Stiamo infatti costruendo e vivendo la storia senza saperlo e così condivido con gli amici i successi del referendum, come i miei bagni in mare. La paura rimane, non tanto quella di contrarre il covid, quanto quella di non vivere più. La paura di dover vivere solo ed esclusivamente per lavorare, insomma quello che abbiamo fatto per i mesi invernali e primaverili. 

Incontro qualche giorno dopo Luca, sempre nello stesso posto, mi dice che ha fatto il vaccino e che per ora sta bene. Non ci crede ancora alle terapie intensive, ma doveva andare a trovare la sorella fuori dall’Italia. Gli sorrido, ripenso alla sua rabbia unita al dolore dell’impossibilità di non farcela.

Ripenso a chi come lui ha cambiato idea vincendo la paura. 

Ripenso a chi ha chiuso gli occhi in Svizzera perché non poteva morire dignitosamente in Italia.

Ripenso a chi quest’estate ha scelto di lavorare.

Ripenso a chi quest’estate non ha cantato Notti magiche, ma si è chiesto com’è la situazione nei campi profughi.

Ripenso a quei ragazzi disabili che ho visto giocare in spiaggia davanti ad una marea di gente troppo indaffarata per osservare il loro muoversi e la loro felicità.

Ho pensato davvero che quest’estate fosse un dono, una piccola fiammella di speranza, per loro, per noi, per Luca, per me, per chi ancora crede che la vita che avevamo prima della Pandemia non tornerà, ma che in costante evoluzione dovremo convivere in un equilibrio di paura e slancio.  È solo questione di equilibrio dicono e così muoviamo tutti un passo dopo l’altro in questa estate calda non solo per le temperature, ma per i temi in gioco.