LOL: perché è un format di successo

LOL, almeno in Italia, è stato uno dei format di maggior successo degli ultimi anni. Con il suo concept semplice, in cui i partecipanti hanno piena libertà e senza che sia necessario spiegare nel dettaglio le regole al pubblico, è ben presto diventato molto più di un format molto seguito, ma un vero e proprio linguaggio. I meme che circolano in questo periodo che decontestualizzano le singole battute dei comici partecipanti ne sono un esempio.

Ma qual è stata la chiave del suo successo?

In primis, LOL esce dopo un periodo particolare. La pandemia ha per forza di cose interrotto molti dei nostri rapporti e delle nostre relazioni. Nasce perciò, il bisogno spontaneo di ridere. Quello che viene rappresentato è ciò che più ci è mancato, ovvero un momento di qualche ora di puro cazzeggio. Proprio la natura libera di questo format fa si che i partecipanti possano agire senza particolari restrizioni, sia nel tipo di battute, che nella scelta degli elementi comici da utilizzare, che possono essere o meno del loro repertorio.

Ci soffermeremo, ovviamente, su ciò che appare ad un primo impatto allo spettatore e non sulla progettazione e sull’artificialità del programma in sè, dato che la presenza di autori che hanno costruito un abile intreccio e, soprattutto, il montaggio e la regia che hanno manipolato una gran quantità di materiale, è presente in maniera assai evidente.

LOL possiede una logica molto da web. Non c’è una componente scripted ben evidente, anzi, questa non è praticamente mai resa manifesta, se non nel momento in cui i comici scelgono quale sketch realizzare. Nonostante sia una competizione fra i vari partecipanti, questi non si ostacolano fra di loro – se non all’interno di una cornice narrativa che vuole costruire un conflitto – ma anzi, servono l’un l’altro le battute per venire incontro alle esigenze d’intrattenimento dello spettatore.

Nonostante ciò, è pur sempre un format televisivo, e per quanto semplice e minimale nel concept, è praticamente replicabile all’infinito e la sua forza consiste esclusivamente nell’abilità dei comici protagonisti.

Un secondo elemento che ha dato questo successo a LOL è proprio la mimesi che costruisce. Nonostante i soggetti coinvolti non possano ridere – ma lo spettatore sì – viene naturale o inconscio per chi guarda cercare d’imitare quel tipo di comportamento, perciò l’effetto comico viene amplificato perché pure tu-spettatore provi a non ridere e ad agire come loro, ma osservando il tutto in un luogo protetto, l’effetto comico viene amplificato.

È la stessa logica che entra in gioco quando guardiamo un film horror. Noi, a differenza dei protagonisti in pericolo, siamo liberi di manifestare le nostre emozioni liberamente e nel momento climatico avviene la catarsi, che in questo caso corrisponde alla cessazione del pericolo. Così avviene in LOL, quando i personaggi sono liberi momentaneamente di ridere quando il gioco viene momentaneamente sospeso.

Un ultimo punto da sottolineare è l’ecosistema comico che si viene a creare in quell’ambiente grazie alla presenza di personaggi con un’impostazione comica differente. Un tipo di comicità fluida e moderna si mescola nello stesso ambiente con un’impostazione comica classica e che segue una logica da broadcast. Eppure, è proprio questa dinamica che manifesta un conflitto più evidente. Abbiamo comici di varia natura:

  • C’è la nuova generazione della stand-up comedy, con la Giraud e Luca Ravenna. Un tipo di comicità meno spontanea e che richiede un’abilità di scrittura e di ritmo più che di presenza scenica.
  • C’è la generazione degli “sketch” televisivi. Lillo, Caterina Guzzanti, Pintus e Katia Follesa sono attori che seguono tempi e ritmi di recitazione e scrittura dettati dalla logica broadcast, molto chiusa e frenetica.
  • Ci sono i personaggi diventati famosi grazie al web. Chi celebre per la sua spontaneità e per il suo carisma come Fru e Matano, e chi, come Ciro, che riesce a coniugare quest’approccio moderno con un’impostazione classica di recitazione cine-televisiva.
  • E poi c’è Elio, che è un campionato a parte.

Per capire l’intento della serie, bisogna semplicemente guardare il vincitore. È proprio Ciro dei The Jackal ad aver sconfitto gli altri comici. Il frutto più maturo dell’ibridazione fra classica e nuova comicità risulta essere colui che esce vincitore in un conflitto di questo tipo.

A livello di storytelling è edificante. Colui che esce vittorioso da una situazione di “crisi” è quello che riesce ad applicare una sintesi fra passato e presente, fra classicismo ed innovazione.