Quattro chiacchere con Malavedo, un giovane artista del panorama musicale lecchese

La nostra redazione ha incontrato Giorgio Invernizzi, in arte Malavedo, un artista emergente della scena musicale lecchese. Classe 1996, cresciuto tra i monti e il lago di Lecco, ha studiato fisica, ma il suo sogno è quello di cantare. La passione per la musica nasce ai tempi delle medie grazie ad un corso di chitarra indetto dalla scuola. Le parole dei suoi testi nascono nella notte e nella solitudine di alcuni momenti. Malavedo dietro ai suoi occhiali mostra un mondo tutto suo che tuttavia conquista i suoi ascoltatori. Una delle sue recenti uscite Scolpasta è stata ascoltata 15 mila volte sulle piattaforme-online, un traguardo di cui va molto fiero. 

Lo incontriamo una domenica pomeriggio in piena pandemia; la prima cosa che nota entrando nella stanza è un ukulele, strimpella qualche accordo modellando le melodie trasformandole sempre più delicatamente verso un tono malinconico. È un momento personale, ma che mostra molto dell’artista e della sua passione. Dai turbamenti adolescenziali nascono canzoni in inglese scritte di getto sul diario scolastico. Prima di arrivare al nome d’arte decisivo di Malavedo ha attraversato diverse fasi in cui non trovava la sua collocazione. 

Perché Malavedo?

Malavedo è un quartiere di Lecco, ai piedi della Valsassina, ma è anche uno stato d’animo interiore. Il luogo delle origini, che è sconosciuto anche ad alcuni lecchesi, è il sottofondo musicale dei suoi pezzi, ma anche un luogo sicuro, stretto tra le braccia del Medale e cullato dal suono del torrente Gerenzone il cui ritmo scandisce alcuni pezzi. Tuttavia il nome si presta a molteplici interpretazioni dedicate agli ascoltatori. Il nome d’arte che attualmente usa è nato circa un anno fa quando ha iniziato a scrivere in lingua italiana. 

Quanto ha influenzato la dimensione provinciale nella tua formazione di artista?

“Tanto, forse molto, è difficile in una realtà come quella di Lecco trovare luoghi per cantare e suonare dal vivo. Inoltre, spesso ciò che contraddistingue la mia musica è evidenziare un ambiente chiuso, quello in cui molti giovani si ritrovano durante la loro formazione. Mi sento molto legato alle mie origini, ma vorrei un giorno allontanarmi per vedere il mondo.”

Da quale stato d’animo nascono le tue canzoni? 

 “Spesso mi chiedono se sono così triste come alcune delle mie canzoni, ma in realtà la scrittura nasce quasi sempre da un momento di solitudine, spesso in luoghi chiusi come la macchina. Quando sono davanti al microfono tutto cambia, sono molto felice.”

Di recente hai vinto un contest on-line e hai firmato un contratto musicale, vuoi dirci qualcosa in più?

“Sì, il contratto di distribuzione è arrivato grazie alla Believe Music Italia che ha portato all’uscita nel novembre 2020 del nuovo singolo. Attualmente sto lavorando ad alcuni nuovi pezzi la cui uscita dovrebbe essere scandita dal ritmo delle stagioni.”

Quali sono i tuoi modelli di riferimento nel panorama musicale?

“All’inizio apprezzavo Frah Quintale e Venerus, ultimamente mi sono avvicinato molto a Andrea Lazlo; insomma non penso di avere un vero e proprio modello musicale, mi piace spaziare molto tra i generi e questo si evince anche dai miei singoli. Non vorrei definirmi, nasco come rapper, ma mi sto avvicinando molto all’Indie.”

Hai avuto modo di far sentire a Lecco e provincia le tue canzoni dal vivo?

“Sì, mi accompagnano nell’arrangiamento dei miei testi Riccardo Colombo alla chitarra e Thomas Calvi che ha masterizzato i brani nel suo studio di registrazione. In particolare, ho avuto modo di cantare in contesti underground come il Red o il Roots Club. Personalmente è stato bellissimo aprire un concerto alla Sbiellata dove c’erano un migliaio di persone a sentirmi.”

La musica per Malavedo nasce come una passione che riesce a conciliare con i suoi studi scientifici, tuttavia specifica che anche in Fisica c’è una parte artistica che trova la propria collocazione nella composizione di testi. Prima di salutarci ci fa ascoltare un pezzo nuovo in esclusiva. Il sound, diverso rispetto ad altre canzoni. Le sue armonie mostrano un ragazzo che sogna in grande e lo fa attraverso una propensione all’introspezione, qualità che è mancata spesso al panorama musicale italiano negli ultimi tempi. Lo salutiamo da fan nella speranza di sentire presto un suo nuovo lavoro. 

Nel frattempo per i più curiosi: https://www.youtube.com/channel/UCxhGLUmWALR99XXpZY4_KVw