Superoi di Paolo Genovese. Un dialogo con l’amore

Paolo Genovese classe 1966 ha pubblicato di recente il suo ultimo romanzo dal titolo Superoi, servono i superpoteri per amarsi tutta una vita.

Dopo il grande esordio da scrittore nel 2014 con il testo Tutta colpa di Freud, reso poi pellicola cinematografica e il successo con Il primo giorno della mia vita del 2018; Genovese si cimenta in un nuovo romanzo davvero particolare. La narrazione del nuovo libro ruota attorno all’antico binomio delle relazioni umane, ovvero lo scontro storico tra razionalità e impulsività. La storia narrata è quella di una coppia Anna e Marco che oscilla nel tempo. Attraverso una serie di flashback e passaggi in avanti l’autore descrive quanto sia difficile mantenere e costuire una relazione in un tempo in cui la paura sembra aver preso il sopravvento nelle nostre vite. La copertina del libro nasconde l’intimità della vita di coppia. Due spazzolini da denti si rincorrono con lo sguardo nel bagno di un appartemento.

Copertina tratta dal sito di Einaudi

Di recente la casa editrice Einaudi ha lanciato una serie di titoli e libri che trattano il tema delle coppie e dell’intimità. A causa della Pandemia, le famiglie costrette spesso a passare le giornate tra le mura di casa, i rapporti sentimentali e i matrimoni hanno dunque subito un cambiamento notevole. Non abbiamo ancora statistiche che permettono una lettura razionale in merito ai rapporti di coppia, ma quello che sta emergendo nell’ultimo periodo è una progressiva assuefazione ad amori veloci, sempre più connessi e poco stabili. Questo libro ci riporta alla realtà, o forse al sogno che amarsi per tutta una vita è ancora possibile. Tuttavia è ancora più grande l’insegnamento in merito all’ incompatibilità, quella capace di creare una vera e propria alchimia. La storia di Anna e Marco, i protagonisti del libro, è quella di persone apparentemente comuni, ma allo stesso tempo accomunate dalla gioia di vivere.

In una società che prescrive, quasi con ritmo cadenzato una serie di scadenze, come quella del matrimonio e dei figli, esiste ancora chi ha il coraggio di non lottare contro il tempo o semplicemente di non relativizzarlo.

“L’unica cosa da fare è non lasciare nulla di appeso, perché se abbiamo la consapevolezza che ogni cosa esiste a prescindere da noi, allora la soluzione è farne parte per sentirsi connessi con la vita che scorre e modella sé stessa senza curarsi del tempo. E in un contesto simile, ti allinea all’esistenza soltanto la verità. “

Cosa accade quando nel meccanismo, già precario, della coppia subentra il dolore per una malattia o per la perdita dei propri familiari? Genovese ce lo racconta fin dal titolo. Il super potere nei rapporti è quello che si mostra quando il proprio legame deve essere rinsaldato. Il titolo rievoca, quasi con tono provocatorio l’antica letteratura, quella che dall’Ulisse di Omero alla Marvel dei giorni nostri, ci insegna che nelle difficoltà e nel dolore si può sempre trovare un punto di svolta.

Numerosi sono i riferimenti alla grande tradizione letteraria, basti pensare alla presenza di Virginia Woolf e Susan Sontag che attraverso alcune opere hanno fornito alla tradizione la possibilità di una letteratura capace di salvare dalla malattia. I lettori di questo libro non potranno non sentire l’eco in sottofondo di una grande poetessa Patrizia Valduga:

Ci dava la prigione del destino
Solo qualche ora d’aria per l’amore
Che per destino ha solo il suo declino.
Si aspetta e si riaspetta e poi si muore.

Questo libro offre la possibilità, in un anno di sacrifici comuni per tutti, dai più grandi ai più piccoli, che resistere è ancora una forma di speranza. Combattere all’impazienza delle lancette dell’orologio che scorrono è ancora possibile, come è ancora possibile per le coppie bruciare lentamente, come direbbe Massimo Recalcati in Lessico amoroso.

– Ventitre secondi.
– Cosa?
– Siamo stati in silenzio ventitre secondi.
Marco ride e beve ancora.
– Di solito questi calcoli li faccio io.
– Dopo quanti secondi è crisi? – chiede Anna, diretta.
– Dipende.
– Da cosa?
– Dipende dal tipo di silenzio. C’è il silenzio della routine, quello della calma, quello della noia, quello complice.
– Il nostro qual è? – domanda lei a bruciapelo.
– A te quale spaventa?

Vi lasciamo dunque con un consiglio di lettura in vista di un momento che ci prepara al Natale e alla fine dell’anno nuovo, quello che forse porterà una svolta, la stessa che è accaduta nelle vite di Anna e Marco, e che speriamo possa avverarsi anche nelle nostre. Siamo stati tutti superoi in questo periodo e in fondo anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo continuato a resistere e “bruciare” lentamente per non affievolirci.