Con “Camera Cafè” i distributori stanno buttando via un’occasione d’oro

La storia editoriale di Camera Café non è delle più fortunate. Certo, ciò non riguarda il successo commerciale. La sitcom prodotta da Magnolia ed ITC Movie, fin dalla prima stagione ha goduto di un grandissimo riscontro di pubblico, vuoi per il setting estremamente familiare che metteva in scena (un’area relax di un ufficio relativamente anonimo) o per l’orario di trasmissione (l’access prime time, ovvero l’orario che precede la prima serata). In ogni caso i personaggi sono rimasti nel cuore di milioni d’italiani.

Un fenomeno che di questo periodo va molto di moda, ovvero la “nostalgia“, ha preso piede anche per gli storici fan italiani della serie che col passare del tempo hanno costituito una vera e propria comunità online, particolarmente numerosa. Il problema che questa comunità ha però sempre posto in evidenza, è stata l’impossibilità di poter recuperare ogni singola puntata della serie, oppure di poter fare un rewatch dei propri episodi preferiti.

Intorno al 2010, la stragrande maggioranza delle puntate di Camera Café erano state caricate su YouTube da alcuni utenti. Questo naturalmente accadde prima che venisse perfezionato il software della piattaforma atto a salvaguardare il diritto d’autore. Naturalmente gli episodi non presentavano un ordine preciso e non erano stati organizzati in maniera rigorosa. Una volta che però sono stati riconosciuti i contenuti come una violazione del copyright, le puntate vennero pian piano rimosse, ma riuscirono a trovare una nuova finestra “distributiva”: Dailymotion. Ai tempi la piattaforma era ben nota per essere una sorta di magazzino di YouTube Italia, dove venivano collocati i contenuti malfunzionanti, che, quindi, la piattaforma avrebbe rimosso.

Purtroppo, è stata solo una soluzione momentanea. Anche quel player ha dovuto rimuovere forzatamente un contenuto di terze parti. A questo punto agli utenti non è rimasto altro che far sentire la propria voce. Numerosi infatti sono stati coloro che hanno fatto richiesta alla dirigenza Mediaset di poter avere una distribuzione fisica della serie. Di DVD di Camera Café in realtà ce ne sono state alcune copie nel lontano 2002-2003, anche se ora giacciono sugli scaffali di alcuni collezionisti. Dalla grafica della copertina è però incerto chiarire se si tratti di una distribuzione legale o pirata. Purtroppo se ne sa talmente poco che per me stesso è stato assai complicato fare ricerche in merito. Sta di fatto che alcuni di questi DVD – ormai molto datati – sono acquistabili su ebay.

La storia sembra entrare in un particolare punto di svolta quando il celeberrimo youtuber Yotobi fece nascere un vero e proprio fenomeno di Twitter con l’hashtag #lescale, che vide persino le risposte repentine ed amichevoli (oddio, quella di Bizzarri fu abbastanza fredda…) dei due protagonisti Luca e Paolo. Con quest’hashtag è stato resa nota ai protagonisti (artistici e produttivi) della serie la volontà dei vecchi e dei nuovi fan di Camera Café di poter personalizzare il proprio consumo della loro amata serie, un prodotto che fino a quel momento la maggioranza del pubblico ha potuto consumare o su Italia Uno o su Comedy Central. Quest’ultimo aveva acquisito i diritti in syndacation dopo circa una decina d’anni dal termine della quarta stagione. Le reazioni però furono solo momentanee. Camera Cafè non venne caricata su nessuna piattaforma e delle tanto richieste copie fisiche non se ne seppe nulla.

La vera svolta arrivò però con Alessandro Zaza, un ragazzo particolarmente amante della serie, che riuscì in qualche modo a raccogliere e catalogare in maniera ordinata quasi tutte le puntate trasmesse da mediaset. Questo ragazzo riuscì ad ampliare la comunità di fan sul web grazie alla pagina Camera Cafè – La Rinascita. Si tratta sostanzialmente di una pagina Facebook in cui si potevano trovare tutte le puntate della sitcom, suddivise in stagioni e con tanto di numero e titolo identificativo della puntata.

Grazie a questa pagina, una comunità di fan ha potuto raccogliersi in un unico canale distributivo, con inoltre la possibilità di commentare momenti e personaggi preferiti insieme agli altri consumatori. Come succede in questi casi, grazie all’effetto nostalgia anche per le generazioni più giovani hanno potuto recuperare un format che ha segnato in maniera indelebile la storia della televisione italiana, almeno per quanto riguarda un certo tipo di contenuti scripted.

Zaza nel suo piccolo ha fatto qualcosa di grande. Il successo della serie riscoperta è stato tale da convincere i produttori a creare un’altra (deludente) stagione, stavolta targata Rai (e purtroppo si vede). Zaza è stato persino invitato sul set di Camera Cafè, a mo’ di omaggio per ciò che ha fatto per il brand. È il caso di porre l’accento su un punto che ci sarà molto utile: tutti i professionisti della serie sono grati ad una distribuzione che è stata, a tutti gli effetti, una distribuzione pirata e perciò molto al di fuori dalla sfera della legalità.

Purtroppo, il 2 Ottobre 2020, lo stesso Alessandro Zaza ha dovuto annunciare tramite la sua pagina Facebook che la piattaforma stava eliminando tutti i contenuti caricati per violazione di copyright. Il dolore degli utenti è molto evidente e sembra che al momento stiano affrontando la situazione creando meme il cui contenuto è chiaramente derivato dagli eventi narrativi della stessa serie. Questo non è un dato da poco, perché evidenzia come la comunità dei fan sia estremamente legata a questo particolare contenuto. Luca Bizzari (che per l’ennesima volta non si è eccessivamente sprecato in convenevoli) ha twittato dicendo che nemmeno gli attori avrebbero potuto salvare Camera Cafè – La Rinascita.

Come abbiamo accennato prima, fan e protagonisti artistici sono grati all’unica forma di distribuzione oltre la trasmissione televisiva, quella pirata. Non è bastato richiedere le copie fisiche in DVD o una distribuzione in streaming. Gli utenti hanno dovuto ricorrere allo streaming illegale/pirata. In un contesto digitale in cui è possibile ritrovare in rete praticamente ogni contenuto testuale, la pirateria non è da considerare come un atteggiamento immorale da parte dei consumatori, ma come una mancanza gravissima da parte dei soggetti distributivi. Anzi, in questo caso i fan non hanno nulla di cui vergognarsi. Più volte hanno richiesto di poter acquistare un prodotto esistente e troppe volte sono stati ignorati.

Anche questo è parte della rivoluzione digitale. Il cliente può rendere manifesta la propria domanda d’acquisto. L’essere ignorato, invece, non fa parte di questo sistema ed è davvero un’azione inspiegabile. Siamo di fronte ad un esempio paradossale in cui non viene prodotto e distribuito un bene di cui c’è una domanda estremamente rilevante, come le visualizzazioni sulla pagina Facebook hanno dimostrato.