L’amore (per il cinema) ai tempi del coronavirus

Siamo in stato di pandemia, questo ci riferisce OMS, per quanto non si tratti di una situazione disperata e la tendenza può essere invertita con buon senso da parte nostra e con misure straordinarie prese proprio in queste ore. Non a caso infatti si sta parlando di solidarietà digitale, con il quale siti internet (e perlopiù piattaforme di streaming) mettono a disposizione i propri contenuti gratuitamente. Un passo che aveva prontamente effettuato Amazon Prime, regalando l’abbonamento a quella che prima era la zona rossa, prima che la penisola intera fosse soggetta alle stesse restrizione (eliminando, quindi, la differenza tra zone). 
Stando poi alle più recenti integrazioni, il decreto dovrebbe avere effetto fino al 25 Marzo; in tal caso il tempismo di Disney+ (disponibile a partire dal 24) non aiuterà a far scorrere il tempo in alcun modo. 

Ma quello che preoccupa, al di là ovviamente dell’obiettivo principale (debellare il virus), è l’effetto che questi decreti, e il virus in generale, hanno avuto proprio sull’industria dell’intrattenimento a cui ora ci stiamo aggrappando per non impazzire. 
Oltre il danno provocato dalla chiusura delle sale cinematografiche – che potrebbero invece rimanere chiuse fino al 3 Aprile – e quindi l’effettivo slittamento dell’uscita di film; si pensi tra i tanti al nuovo lungometraggio Pixar, Onward: Oltre la magia – in altri casi si tratta proprio della messa in pausa delle riprese. Esemplare il caso di Mission Impossibile, le cui riprese sono dovute saltare per rispettare le norme al quale ogni singolo paese del mondo sta facendo affidamento in queste ore. 
Molti titoli, quindi, salteranno a causa della chiusura delle sale: si pensi a BombshellMulan e il nuovo Bond, No Time to Die (slittato addirittura al 12 novembre). Ad essere colpiti sono anche titoli come L’uomo invisibileUn amico straordinario e Honey Boy – tutti originariamente previsti per Marzo – fino a The New Mutants, il nuovo capitolo della saga degli X-Men, la cui uscita era stata fissata proprio per il 2 Aprile. 
E cosa succederà, quindi, ai titoli previsti dopo la possibile fine della quarantena? Titoli come Black Widow o Fast And Furious 9 subiranno degli slittamenti per riorganizzare il palinsesto cinematografico o si accavalleranno per non perdere ancora tempo?

I danni previsti da questo virus, insomma, rischiano di coprire non solo la salute di ogni singolo individuo, ma di rallentare enormemente anche moltissimi aspetti dell’economia – di cui anche il cinema è un rappresentante. Nonostante questo, non possiamo far altro che seguire coscientemente i decreti in vigore, nella speranza che quest’incubo passi il prima possibile e ci sia concesso di tornare nelle sale.