8 classici da recuperare in quarantena

Quante volte al dubbio che forse dovremmo leggere di più ci siamo risposti «sì, ma chi ha tempo»? Forse spesso, forse mai, sta di fatto che ora di tempo ne abbiamo eccome, quindi, quando avremo terminato la quinta serie tv di fila su Netflix e i nostri occhi imploreranno una tregua dallo schermo del pc, magari ci balenerà in mente di riprendere in mano quel libro che avremmo voluto leggere, o che abbiamo iniziato e mai finito, o semplicemente di ricominciare a leggere dopo molto tempo. E in questa situazione, quando non si pratica da un po’ il mondo della carta stampata, è sempre piuttosto difficile sapere che pesci pigliare, da cosa cominciare, a che genere rivolgersi. Cerco di venire in soccorso allora a tutti i digiuni delle belle lettere con qualche consiglio classico, indicandovi alcuni di quei libri che, a parer mio, andrebbero letti almeno una volta nella vita e che, anche se non dovessero piacervi, potete sempre sfoggiare nel corso di qualche conversazione.

  1. Emily Brönte, Cime tempestose Lo scalpore che questo romanzo suscitò alla sua prima pubblicazione, nel 1847, è il biglietto da visita della sua sempreverde modernità. La passione istintuale che lega le anime dei due protagonisti, Catherine ed Heathcliff, genera un effetto domino di oscure vicende e intriganti vendette.
  2. Nathaniel Hawthorne, La lettera scarlatta Boston, 1642. Hester Prynne è una giovane donna che dà alla luce una bambina, Pearl, in seguito a adulterio. Non appena la puritana comunità si accorge dello scandalo, processa Hester e la costringe a portare per sempre addosso il simbolo del suo peccato: una rossa lettera A, come adultery. Un’opera che è una riflessione senza tempo sui pregiudizi e le condanne delle società conservatrici, ma anche la storia di una donna forte e risoluta nel proteggere chi ama.
  3. Gabriel Garcìa Màrquez, Cent’anni di solitudine Incredibile romanzo familiare, che solca il tracciato di diverse generazioni di protagonisti nell’immaginaria cornice di Macondo. Potentissimo nei colori, nei suoni, nei profumi, qui s’incrociano esistenze che paiono effimere come farfalle, ma che attecchiranno alla vostra memoria per le loro portentose caratterizzazioni.  Potete leggerlo come una favola e allo stesso tempo come paradigma universale della vita umana.
  4. Virginia Woolf, Orlando Le avventure avveniristiche del protagonista imprimono all’opera un indelebile marchio di originalità. Orlando è un avvenente giovane che muove i primi passi carrieristici e amorosi nell’Inghilterra del Cinquecento, ma la cui vita viene completamente ribaltata quando, durante una missione in Asia, cade addormentato e si risveglia…donna! Le successive rocambolesche vicende, che travalicano i secoli giungendo infine al 1928, anno di pubblicazione del romanzo, illuminano su quanto l’identità di ciascuno di noi sia fluida e cangiante, in barba alle categorie e agli incasellamenti nemici della soggettività.
  5. Agatha Christie, Dieci piccoli indiani Non potevo certo dimenticare gli affezionati del genere giallo, ecco quindi la proposta più classica in materia: la signora del crimine inglese pubblica nel 1939 uno dei romanzi meglio architettati di sempre, il cui senso del mistero e la costante suspense vi terranno incollati alle pagine fino alla fine. Dieci sconosciuti si ritrovano, dietro invito del misterioso signor Owen, a soggiornare sulla stessa, inquietante isola, dove le loro morti si susseguiranno secondo quello che sembra uno schema sadico e preciso, ad opera di una mano misteriosa.
  6. Umberto Eco, Il nome della rosa Torniamo in patria per suggerire un’opera capitale e senza genere. Romanzo storico, giallo o erudito che si voglia, il capolavoro di Eco non può di sicuro mancare nella vostra biblioteca. Nel 1327, il novizio Adso da Melk si reca con il suo maestro Guglielmo da Baskerville in un monastero dell’Italia settentrionale, dove i due si ritrovano a indagare su una serie di morti violente apparentemente inspiegabili. Meraviglioso patchwork di citazioni e omaggi letterari, superate le primissime pagine, forse le più faticose, questa si rivelerà un’opera eccitante e di compagnia come poche altre.
  7. George Orwell, 1984 Se pensate che questi giorni non potrebbero andare peggio, forse avete bisogno di dare un’occhiata a questo romanzo distopico classe 1948. Winston Smith conduce la propria esistenza in una dittatura assoluta in cui l’onnipresente Grande Fratello controlla le vite di ciascuno, impedendo ogni azione umana fino al libero pensiero. Quando incontra Julia, Winston pensa di poter recuperare almeno un briciolo d’umanità, ma per riuscirvi dovrà fare i conti con l’infallibile macchina del regime.
  8. Alexandre Dumas, Il conte di Montecristo Un’opera che non ha bisogno di presentazioni. Se davvero un classico è un libro che non finisce mai di dire quello che ha da dire, questa creazione di Dumas è sicuramente uno dei classici per eccellenza. Si tratta di una spirale di vendette che il lettore non può evitare di seguire con ansietà e soddisfazione, poiché volta a rendere giustizia a una vita distrutta dall’invidia, quella del protagonista Edmond Dantès. La struttura del romanzo è dotata di una rara magnificenza e la narrazione vi catturerà fin dalle prime pagine. È un libro che tiene con il fiato sospeso, che fa sospirare, odiare, ribollire di rabbia e compatire. Se deciderete di avventurarvi in questo viaggio, scommetto che uscire di casa smetterà di essere il vostro primo pensiero.