Cena con Delitto – Una crime story tra il classico e la parodia

Harlan Thrombey, un agiato romanziere, viene trovato morto, in circostanze misteriose, nella sua proprietà la mattina dopo la festa per il suo 85esimo compleanno. Il celebre detective Benoit Blanc, uomo di straordinario intuito e carisma, è incaricato del caso, e sospetta si tratti di omicidio. In perfetto stile crime la famiglia del defunto è il numerosa, e tutti, nessuno escluso, sono potenziali sospettati: ognuno di loro, infatti, avrebbe un motivo più che valido per eliminare Thrombey Sr., uomo che l’esperienza e l’età hanno reso tanto lungimirante quanto sagace. Nel fatidico giorno della lettura del testamento, l’avida e disfunzionale famiglia di Harlan si rivela essere molto più complicata e conflittuale di quanto sembrasse all’inizio. Quando Marta, la giovane bella infermiera sudamericana del romanziere si ritrova implicata nel misterioso caso, appare chiaro che nessun segreto è più al sicuro nella casa.

Il tanto discusso Rian Johnson torna al cinema con un accattivante mistery movie – un personale omaggio alla regina del giallo, Agatha Christie – dal sapore tanto classico quanto attuale, capace di magnetizzare l’attenzione dello spettatore dall’inizio alla fine. Papà a tutto tondo di Cena con Delitto, Johnson riesce a scrivere una sceneggiatura piuttosto variopinta, i cui toni cambiano costantemente ed eliminando così ogni possibile tempo morto all’interno della storia. Proseguendo infatti tra la dissacrazione del detective geniale – merito anche di un ottimo Daniel Craig che ne sostiene il peso con maestria – la commedia e la struttura tipica del giallo, il regista porta sullo schermo una storia che non ha la pretesa di essere narrativamente innovativa ma senza dubbio irresistibile in ogni suo aspetto. Perfino i colpi di scena, irrimediabilmente grotteschi, sono una scusa per dissacrare il genere stesso, operazione compiuta senza cedere mai il passo alla sgradevolezza. A sostenere il brillante lavoro di Johnson interviene un cast d’eccezione, perfettamente in grado di coprire tutto lo spettro di possibilità in materia di esseri umani e difetti. Mentre, infatti, possiamo deliziarci dell’impeccabile interpretazione di Christopher Plummer nei panni del machiavellico Harlan Thrombey, il resto del cast – a partire da Toni ColetteJamie Lee Curtis fino a Chris Evans Don Johnson – riesce nell’arduo intento di regalare delle performance, credibili e a tratti anche esilaranti, soprattutto nell’assurda interazione tra i personaggi in gioco. Ma la punta di diamante dell’intera operazione, come già accennato, è Daniel Craig, il cui detective Benoit Blanc incarna alla perfezione la caricatura dell’investigatore alla Sherlock Holmes, sempre un passo avanti a tutti. Nonostante non sia perfettamente chiaro nei primissimi minuti del film, con un po’ di pazienza da parte dello spettatore, si scopre un personaggio di gran lunga più geniale del previsto, fatto di molteplici sfumature soprattutto comiche.
In Cena con Delitto a far da padrone è la cura per i dettagli, incastonati accuratamente sia nel tessuto narrativo, quanto in una regia che si stringe e si apre più e più volte, focalizzando l’attenzione dello spettatore e concedendogli tutti gli elementi per arrivare alla soluzione dell’enigma. Benché, infatti, la regia non si possa affatto definire autoriale, risente spesso della presenza di Johnson, vera e propria guida in quest’intricato ed accattivante labirinto logico, pur sempre tenendo a mente l’intelligenza del proprio pubblico.

Per tutti i detrattori dell’autore, la sua ultima fatica rappresenta un vero punto di svolta in grado di cambiare la loro opinione su Rian Johnson, a prescindere dal ruolo preso in esame; il suo rapporto sia con il testo classico che con la sua trasposizione cinematografica, una relazione in cui si cita il modello mentre si prendono le distanze da esso, non lascia dubbi: Johnson dimostra una penna tagliente, un occhio acuto e un totale rispetto per le capacità logiche del proprio spettatore.  

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