Quando Facebook supera la realtà. Il caso “Ebbw Vale”.

La politica si sta trasformando sempre di più in una campagna elettorale continua. Creare problemi e dare la colpa a quello accanto è diventato il marchio di fabbrica del momento politico attuale. Non si cercano soluzioni, ma problemi. Perché sono i problemi che fanno votare le persone, ed ogni punto percentuale guadagnato è un successo. Non importa quanto sia grande il problema, basta metterci accanto una soluzione folle ed il gioco è fatto.

Vi parlo di un caso molto interessante. Vi voglio parlare di “Ebbw Vale”. Non la conoscete? Neanche io la conoscevo prima della Brexit e dello scandalo Facebook. “Ebbw Vale” è una piccola cittadina del Galles che conta circa 20.000 abitanti. In passato, la maggior parte della popolazione viveva grazie alle miniere di carbone e alle acciaierie. Ma negli anni ’80 tutto cambiò. Le acciaierie chiusero e ben presto anche le miniere di carbone. Una lunga agonia che ha portato la piccola cittadina del Galles quasi alla sua morte. Fortunatamente è intervenuta l’Unione Europea per salvare la zona, dando molti soldi alla comunità locale per riqualificare la città: 33 milioni di sterline per l’apertura di un nuovo college, un tratto stradale che collega Ebbw Vale alle autostrade principali della Gran Bretagna per un costo di circa 77 milioni di sterline, un nuovo centro sportivo, biblioteca, un finanziamento per riqualificare le attività lavorative da circa 350 milioni di sterline. “Ebbw Vale” grazie all’UE rinasce. In città ci sono cartelli ovunque davanti alle strutture finanziente dalla comunità europea. Nonostante ciò, a “Ebbw Vale”, quando ci furuno le votazione per il referendum della Brexit, oltre il 60% della popolazione votò per il “Leave”, ovvero lasciare la comunità europea. Dopo quello che vi ho scritto fino a qua, sembrerebbe un controsenso, ma andiamo con ordine.

Questo risultato così assurdo, non riusciva a spiegarselo neanche Carole Cadwalladr, giornalista britannica del “The Guardian. Quando Carole andò ad “Ebbw Vale” indagando su cosa fosse successo nelle menti dei cittadini, racconta di un’atmosfera strana ed irreale che si respirava tra le vie della città. Gli abitanti parlavano di problemi di immigrazione, di mancanza di lavoro e che l’Unione Europea non aveva mai fatto nulla per loro. Tutto quello che si sente dire Carole, è completamente opposto alla realtà. Sapete quanti immigrati ha “Ebbw Vale”? Uno. Una signora polacca. Non me lo sto inventando, è tutto nei registri cittadini. Ma allora, come è possibile tutto ciò? Come è possibile che si parli di problemi di immigrazione quando l’unica abitante straniera è una signora polacca? Sapete cosa si è sentita rispondere a questa domanda la giornalista del “The Guardian”? “L’ho letto su Facebook”.

Ebbene sì signori miei, i cittadini di “Ebbw Vale” hanno creduto di più alle fake news inventate sui social per promuovere la campagna elettorale del “Leave” che alla realtà che li circonda. Nonostante avessero cartelli ovunque che testimoniavano i finanziamenti europei per la riqualifica della città si sono sentiti abbandonati. Notizie false di ondate di migranti che avrebbero fatto perdere il posto agli abitanti locali; notizie sull’Europa che non ha mai mandato una sola sterlina per la cittadina; pericoli di guerra addirittura. Una situazione ai limiti del grottesco.

I social sono potenti e pericolosi se usati in maniera sbagliata. Ormai promuovere falsità ed odio è di una facilità disarmante, ma attenzione a pubblicare la foto di un culo nudo che vi bannano subito. Viviamo in un momento storico dove la realtà agli occhi di molti è più falsa di quello che si sentono raccontare. I social alimentano sempre di più le convinzioni degli stupidi, e tutti quelli che una volta venivano definiti come “scemi da bar” oggi non si sentono più soli. E la compagnia fa la forza, e se una cavolata la pensiamo in due allora forse è meno falsa, e se la pensiamo in 10 mila allora è la verità assoluta. Ed è così che la valanga si allarga sempre di più, che prende velocità e forza. Prima o poi questa valanga arriverà a valle, e siamo sicuri che la città sottostante riuscirà a resistere all’urto?

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