La lunga catena parassitaria in cui viviamo. “Parasite” di Bong Joon-ho

Parassita: In origine, denominazione in uso nell’antica Atene per designare funzionarî cultuali di alcune divinità, con attribuzioni non ben chiare, che avevano come caratteristica di partecipare alla divisione della vittima sacrificata alle divinità stesse; più tardi (almeno dal sec. 4° a. C.) il termine assunse il significato di scroccone sfrontato, amante della buona cucina, spesso incaricato di allietare con buffonerie gli invitati a un banchetto. Nell’uso odierno, anche come s.f., chi mangia e vive alle spalle altrui. Più genericamente, persona che vive senza lavorare, sfruttando le fatiche altrui, o che vive alle spalle degli altri, senza alcun contributo personale sul piano del lavoro e della produttività.dizionario Treccani

Quando si parla della società e delle classi sociali nella storia a scuola ci fanno vedere una piramide. Una piramide che parte larga e tozza e pian piano diventa sempre più snella e piccola. Nella parte bassa vengono sempre messi le classi ritenute più povere o che “contano meno”, e pian piano che andiamo in alto i soldi aumentano e le persone dimuniscono; quindi più si sale e quasi più non si parla di popoli e gruppi ma di pochissimi interessati. La forma della piramide rende bene l’idea, è vero, e schematizza visivamente quello che vuol raccontarci, ma siamo proprio sicuri che sia la forma più giusta per rappresentare la società in cui viviamo?

Bong Joon-ho firma “Parasite”, la sua ultima fatica che ha vinto la Palma d’Oro all’ultimo festival di Cannes. Una pellicola dove commedia e tragedia si mischiano in un mix perfetto di situazioni e battute scritte in maniera sopraffina, mantenendo sempre un buon ritmo e riuscendo a ribaltare completamente la situazione verso metà film, spiazzando completamente lo spettatore e riuscendo a trasformarsi da un film bello a bellissimo. Non voglio dirvi la trama, neanche l’incipit, va visto a scatola chiusa, senza sapere assolutamente niente di quello che succederà.

Il regista ci descrive una società dove esistono delle lunghe catene di parassiti, una sequenza di organismi che vivono non dei loro sforzi ma grazie a quelli di qualcun altro, parassiti di parassiti di altri parassiti e così via, non si sa dove sia il capo e dove arrivi la coda, e probabilmente questa lunga catena forma in realtà un gigantesco cerchio infinito.

Non posso far altro che consigliarvi la visione di questo gioiello, che è sicuramente tra i migliori film di quest’anno. Se siete amanti della commedia grottesca lo amerete.

Voto 8,5/10

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