Gli Incredibili – Un’intramontabile famiglia di supereroi

Correva l’anno 2004, il cinema d’animazione stava vivendo un periodo d’oro alimentato dall’accesa gara tra Pixar e Dreamworks; ed è, non a caso, lo stesso anno in cui arriva nelle sale anche Shrek 2, il campione d’incassi che ha notevolmente alzato l’asticella della qualità nell’industria dei sogni. La Pixar ha già la risposta in tasca e presenta nelle sale Gli Incredibili, il capolavoro assoluto di Brad Bird che esordisce negli USA proprio il 5 Novembre 2004; in brevissimo tempo diventa un autentico cult, adatto ad ogni tipo di pubblico – dai più giovani ai più adulti – per un insieme di elementi scelti appositamente per funzionare con estremo equilibrio. 

Guardando, infatti, con gli occhi di uno spettatore del 2019, è facile rendersi conto che Gli Incredibili debutta in un momento in cui i supereroi non avevano ancora monopolizzato l’attenzione di Hollywood e del pubblico; si trattava, insomma, di un genere ancora poco sfruttato e che, per di più gestito all’interno di una sceneggiatura originale e non adattata da un fumetto. Ma è soprattutto il modo in cui la Pixar utilizza questo Topos a rendere intramontabile la pellicola; la famiglia Parr incarna la perfetta parodia dei supereroi e dei loro superproblemi. Se, difatti, pensiamo ai comics più in voga in quel momento, ognuno di loro presenta questa tematica – Spider-Man è forse l’esempio più calzante – ma Gli Incredibili allargano con maestria il discorso chiedendosi come sarebbe la vita di un’intera famiglia costretta a nascondere le proprie abilità, di una famiglia che nonostante le loro capacità ha problemi assolutamente normali, come l’esilarante scena in cui Elastigirl indossa il costume ed è preoccupata dai suoi fianchi troppo in evidenza. Senza contare poi il sapiente uso delle citazioni, una colonna elegantissima, l’equilibrato uso alternato dei ritmi che spaziano dalla comicità alla malinconia, messi in risalto da una magistrale gestione della teoria dei colori. Basti pensare al grigiore in cui vive Bob, costretto ad una vita da impiegato dopo un passato aureo passato a raccogliere affetto e consensi da tutta la città in contrasto con il colore simbolo della pellicola, il rosso. Si tratta infatti di una tinta che rappresenta dinamismo e vitalità, forza e sicurezza; è il colore degli slanci vitali, di chi è ottimista, deciso, combattivo. È, non a caso, utilizzato anche a scopo terapeutico, in caso di malinconia e depressione. E gli esempi non finiscono certo qui, considerato che una delle protagoniste, Violetta, ha un nome che richiama una nuance e che rappresenta tutte le caratteristiche che la animano all’inizio della pellicola, come l’intelligenza, la conoscenza e la sobrietà; anche lei, però, uscirà dal guscio, indossando anche le caratteristiche legate al colore del suo costume.

Non è un caso, insomma, che abbia vinto l’oscar per il miglior film d’animazione, considerata la particolare stratificazione di cui gode Gli Incredibili e la perfetta interazione di tutti gli elementi in gioco. Dettagli che l’hanno reso indimenticabile, che hanno contribuito a creare un posto particolare nel nostro cuore per questa piccola e perfetta perla di casa Pixar.  

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