Say Anything

Cameron Crowe: il delicato incontro tra cinema e musica

Immaginate un viaggio in auto, la radio accesa su qualche super hit musicale su cui il guidatore sta cantando sopra; si possono avvicendare un enorme spettro emotivo, dalla rabbia alla gioia fino alla disperazione.
Tutti noi abbiamo visto almeno una volta una scena di questo tipo ma solo un regista ne ha fatto un marchio distintivo: Cameron Crowe.
Nella sua filmografia ci sono le commedie romantiche tra le migliori degli ultimi anni, da Non per soldi… ma per amore Jerry Maguire, ma quello che le accomuna davvero non è solo la firma di Crowe, quanto lo sconfinato amore per la musica. In queste meravigliose Rom-com infatti si contendono l’attenzione tanto i protagonisti quanto i miti musicali dagli anni ’60 fino al grunge degli anni ’90. Questo manifesto e continuo interesse per il mondo musicale, inserito nelle fibre di ogni suo lavoro, è frutto del background culturale del regista. Il suo primissimo amore fu, non a caso, la musica; cresciuto come bambino prodigio, e combinando questo interesse con il talento nella scrittura, un giovanissimo Crowe – all’epoca quindicenne – riesce a guadagnarsi un posto come giornalista alla celebre rivista musicale Rolling Stone. Nell’ambiente sarà infatti conosciuto con il nome The Kid. Dopo aver raggiunto le vette del successo e aver intervistato tutti gli idoli musicali del suo tempo (tra cui Led Zeppelin, Bob Dylan, Eric Clapton e Neil Young), Crowe volge lo sguardo all’altra grande passione, il cinema. Si tratta di un colpo di fulmine tutto sommato casuale, ma fortunatissimo. Alla tenera età di 22 anni scrive il suo primo libro, riadattato successivamente dallo stesso autore per il film Fuori di Testa; già in questa delicatissima commedia sulle difficoltà adolescenziali, la musica è centrale. Ma sono tre le opere che hanno consacrato lo strettissimo legame tra le due arti. Tre commedie romantiche – tutte scritte e dirette da Crowe – che rappresentano alla perfezione il lavoro di questo talentuoso autore: Non per soldi… ma per amore (1989), Singles – L’amore è un gioco (1992) e Quasi famosi (2000).

Non per soldi… ma per amore (Say Anything…) è il suo primo lavoro da regista, forse il più sdolcinato tra le nostre proposte, una commedia romantica da manuale che segue le vicende di due opposti: da un lato Lloyd Dobler – aspirante kickboxer e mediocre studente – e dall’altro Diane Court – brillante studentessa dal futuro già perfettamente scritto. Ma se le ambizioni di Diane le impediscono di vivere serenamente il presente, opportunità che si presenterà quando accetterà di uscire con Lloyd, di cui scoprirà un tenero lato romantico. Tra le scene più celebri del film, e non a caso collegata alla musica, ricordiamo quella in cui John Cusack (Dobler) solleva lo stereo sopra la testa davanti casa di Diane, sulle dolci note di In your eyes di Peter Gabriel. Nel film, che nel 2002 è stato premiato da Entertainment Weekly come miglior commedia romantica moderna, la maggior parte della colonna sonora è diegetica, inserita cioè direttamente nelle scene e non semplice cornice estetica per lo spettatore. 

Più corale ma con le stesse premesse anche il suo lavoro successivo, Singles – L’amore è un gioco (Singles). Ambientato non a caso nella Seattle dei primi anni ’90, il film segue le vicende di diverse coppie, alle prese con problemi sentimentali di ogni tipo. Tra i protagonisti troviamo Matt Dillon nei panni di un aspirante musicista proprio nell’anno dell’esplosione mondiale della scena di Seattle e vede, tra le comparse diversi esponenti del genere, tra cui gli Alice in Chains, i Soundgarden e i Pearl Jam. Più di Non per soldi… ma per amore, Singles punta i riflettori sulla musica sfruttando di nuovo questa centralità per concedergli un posto direttamente nelle scene della pellicola. 

Ma tra tutti i film di Crowe, ce n’è uno che spicca per la centralità che assume il suo primo amore, un lavoro che, a tutti gli effetti, è fortemente autobiografico: Quasi famosi (Almost Famous). La pellicola racconta la storia di William Miller, precoce giornalista musicale che all’età di quindici anni accetta di seguire in tour una rock band, gli Stillwater, per conto della rivista Rolling Stone. Il giovane, seguendo il suo incredibile sogno, s’innamorerà perdutamente di Penny Lane, una misteriosa fan degli Stillwater, e scoprirà le croci e le delizie dell’amore. All’interno del film, diversi personaggi (come il giornalista Lester Bangs, interpretato da Philiph Seymour Hoffman) ed eventi sono effettivamente autobiografici, mentre altri, come Penny Lane, si ispirato solamente a personalità note dell’ambiente. Quel che è certo è che Quasi Famosi è tra gli omaggi più grandi che Crowe abbia mai fatto alla musica, la quale assume una centralità completamente diversa dalle precedenti pellicole. 

In definitiva possiamo dire che il vanto più grande di questo fantastico regista è l’essere riuscito ad integrare con eleganza le sue più grandi passioni in lavori assolutamente leggeri ma non per questo meno godibili, e scrivendo delle scene che, a distanza di 30 anni dalla loro nascita, sono ancora parte del nostro bagaglio culturale. 

Facebook
Instagram
YouTube
Twitter