L’attore e il suo doppio

Il DoppiAttore – La voce oltre il buio, regia di Angelo Maggi

L’emozione è la chiave di ogni interpretazione, tanto fragile da durare un istante, ma audace quanto basta per cambiare un pensiero e trasformare un destino. L’emozione è l’essenza che dona all’attore la sua arte e che permette a tutti noi di godere del teatro e del cinema. È ciò che ci conquista e che ci affascina, linfa vitale.

Per un attore plasmare un’emozione è la più ardua delle operazioni, richiede uno studio approfondito sul carattere che deve avere in relazione al personaggio a cui è legata, va dosata alla perfezione, per non rischiare di estinguerla prima ancora di generarla. È un processo che può durare mesi e che solo sul finale porta a un risultato, in un film così come su un palcoscenico.

Ma in tutto questo, come si pone la figura del doppiatore? È lui stesso un attore? Oppure è un semplice imitatore, abile nell’articolare e nell’elevare i suoni delle parole?

La risposta arriva grazie ad Angelo Maggi, storico e importantissimo doppiatore italiano, che, con lo spettacolo Il DoppiAttore – La voce oltre il buio, dirige e interpreta uno scoppiettante show al fine di comprendere a fondo cosa significhi il doppiaggio di un film. Partendo da un’analisi etimologica sul significato del verbo doppiare, Maggi fa comprendere che il doppiaggio è una vera e propria arte di immedesimazione totale nell’attore che si va a riproporre, una trasformazione per diventare un esatto suo doppio.

Ma attenzione, questo non significa imitarlo pedissequamente.

Il lavoro del doppiatore è riuscire a collegarsi anima e corpo con l’attore a cui si dona la voce, a trovare il suo stesso respiro, le sue stesse pause. Trovare le sue stesse emozioni.

Il compito finale è poi quello di reinterpretare le emozioni e la performance originale, con i concetti e le parole della lingua italiana. In assoluto lo scoglio più complicato.

Angelo Maggi nel doppiaggio in diretta del Capitano Winchester de I Simpson

Per poter fare tutto questo, il doppiatore deve essere a sua volta un attore, perchè, citando lo stesso Maggi, «il doppiaggio è il mestiere di colui che prima di tutto è un attore con il compito di dare espressione, nella nostra lingua, alle emozioni che altri hanno creato nella loro».

Nello spettacolo si mescolano perfettamente momenti di doppiaggio in diretta, con momenti di musica e canzoni. Oltre al divertimento puro, come nel caso dell’esilarante intervento di Maurizio Merluzzo, sempre più mattatore della scena cinematografica italiana, oltre che di quella web.

Lo show porta a scoprire tutti i segreti e le tecniche che permettono la perfetta riuscita di un doppiaggio filmico, grazie a un percorso molto ben articolato all’interno della strepitosa carriera di Angelo Maggi e di tutti i suoi storici personaggi. Partendo da Tom Hanks e il suo inseparabile amico Wilson in Cast Away, passando per il simpaticissimo Capitano Winchester de I Simpson, fino ad arrivare al genio, miliardario, playboy, filantropo Tony Stark aka Robert Downey Junior.

È innegabile il senso di straniamento nel vedere associata ad un attore reale quella voce a cui si è così profondamente affezionati. Quella voce che ha reso iconici nella nostra memoria film e personaggi. Quella voce che nasce dal buio di una sala di incisione, e che può finalmente parlare e mostrarsi in tutta la sua grandezza attoriale.

A prevalere è una certezza: ogni attore ha bisogno di un suo doppio. E noi italiani, abbiamo la fortuna di avere dei DoppiAttori eccezionali.

Voto: 8/10

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