“Normal people”, un libro per chi cerca continuamente la normalità

“Marianne had the sense that her real life was happening somewhere very far away, happening without her, and she didn’t know if she would ever find out where it was or become part of it.”

Sally Rooney, classe 1991, irlandese di nascita ci propone il suo secondo romanzo “Normal People” (Persone Normali,in traduzione italiana). Dopo il notevole successo internazionale deil precedente libro, Conversation with friends, l’autrice entra nel dettaglio del suo mondo quello del Trinity College e delle relazioni personali.

Questo libro è stato definito in diversi modi, qualcuno si è sbilanciato giudicando questo lavoro come “semplice” altri essenzialmente come una “teen story”, eppure questo testo ha la capacità di entrare nella mente del lettore e di lasciare un retrogusto amaro. Pubblicato nel Settembre 2018 da Faber & Faber era un libro attesissimo dalla generazione dei Millenianls, le cui aspettative non sono state tradite. Ciò che forse il lettore medio non riesce a spiegarsi è la scalata che questo libro ha realizzato nelle classifiche mondiali. Attualmente si posiziona al 51esimo posto della classica IBS tra i bestseller di narrativa e letteratura straniera. In Italia questo libro è stato al terzo posto per tutta l’estate ricevendo diversi commenti sul portale di Einaudi che ne ha realizzato la pubblicazione e la traduzione italiana. (Link di riferimento: https://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-straniera/narrativa-di-lingua-inglese/persone-normali-sally-rooney-9788806241315/ ) Il quotidiano The Guardian ha giudicato questo romanzo con le seguenti parole: ” Il romanzo che più di ogni altro ci dice cosa vuol dire essere giovani oggi. Marianne e Connell si parlano di tutto ma solo all’insaputa di tutti, si frugano i corpi e i sentimenti ma solo di nascosto, come i pianeti delle orbiti imprevedibili si girano intorno, fra moti armonici e strazianti collisioni. Cosa impedisce a due ragazzi dei nostri giorni disinvolti di stare insieme in libertà e leggerezza?

La storia è ambientata proprio a Dublino, una città che per la maggior parte del tempo è rivestita da un profondo cielo cupo e tetro, un luogo dove tutto sembra possibile fino ai limiti dell’immaginabile. Connel and Marianne frequentano lo stesso liceo di Carricklea, un piccolo agglomerato urbano dell’Irlanda appena fuori Sligo. A parte questo, non hanno niente in comune. Lei appartiene a una famiglia agiata che non le fa mancare nulla tranne i fondamenti dell’amore e del rispetto. Lui è il figlio di una donna pratica e premurosa che per mantenerlo fa la domestica in casa d’altri (quella della madre di Marianne). Lui è il centravanti della squadra di calcio della scuola e fra i compagni è molto amato, mentre Marianne, è quella strana ed evitata da tutti. Certo, la ferocia informa tutti i rapporti di potere che vigono fra i personaggi, nella piccola scuola di provincia come nel prestigioso Trinity College cui entrambi i ragazzi accedono, nelle dinamiche di genere come negli equilibri famigliari. In un modo o nell’altro entrambi aspirano alla normalità, Connell per un’innata benché riprovevole pulsione di conformità, Marianne forse per sfuggire a quella cruda e pervasiva sensibilità che tanto dolore le causa e che facilmente vira all’autodistruttività. Per anni Marianne e Connel si cercano rischiando la vita, salvandosela a volte, chiedendo aiuto reciproco, dimostrando sempre che il loro rapporto è legato da un profondo senso amoroso.

All’interno di questo testo ci sono diversi temi: la violenza domestica, l’affetto, gli amici, la droga, l’amore e ad ogni pagina il lettore rimane con lo sguardo incollato alla pagina fino al finale, che lascia ancora una volta il segno idelebile di una capacità creativa innata. C’è Jane Austen tra i dialoghi di questo libro, insieme alla violenza delle relazioni umane e l’omonima di Marianne con l’eroina del suo romanzo ne è un palese indizio. La capacità di descrivere tutte le sensazioni ed esperienze umane pervade il lettore, come nelle fiabe più antiche esistono i feroci, i buoni, i cattivi, i corrotti, i violenti, e c’è anche chi aspira alla normalità, come nel caso di Marianne e Connell.

L’ambientazione del Trinity è descritta nei minimi particolari, ci sono le indicazioni delle auto, le strade della città con i nomi e i luoghi, la dinamica univesritaria come l’esperienza Erasmus e tutto sembra pulsare alla vera domanda dei due protagonisti: si può ancora essere persone normali in un mondo dove tutto sembra mutare ogni secondo?

La scrittura inglese rende molto bene alcune delle piccole sfaccettature linguistiche che in traduzione perdono quella patina di originalità e la scelta della narrazione tutta al presente sembra stonare in alcuni piccoli punti. Nel Maggio 2019 la casa produttrice Hulu ha dischiarato di voler realizzare nel 2020 una serie televisiva ispirata proprio a questo libro. L’autrice ha ottenuto un notevole successo, il suo romanzo è stato votato come libro dell’anno (2018) dalla libreria Waterstone e ha ottenuto il Costa Book Award. Nel 2019 questo testo è rientrato nella lista dei possibili papabili vincitori del Women’s Prize for fiction ed è arrivato 25esimo nella classica di The guardian tra i migliori 100 libri del ventunesimo secolo.

Dunque in conclusione è un libro estremamente consigliato per chi vuole affrontare una lettura non troppo impegnativa, ma soprattutto per chi come Marianne e Connell, si sente “una vittima” dell’essere giovani. Per scoprire come si può essere persone normali bisogna arrivare fino in fondo, arrivare al cuore della narrativa della Rooney e perchè no magari visitare anche la tetra e cupa Dublino per vivere l’atmosfera qui descritta.

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