Er cucchiaio della politica italiana

L’estate è finita, si torna a scuola, gli esami all’università, le prime scadenze che ci preparano all’autunno, per noi cittadini italiani quest’estate è stata particolarmente difficile. Abbiamo assistito a conferenze stampa direttamente dal Papete Beach di Milano Marittima e richieste di pieni poteri. Non è tutto qui, siamo stati spettatori di rimproveri e ramanzine, abbiamo visto il sipario chiudersi e riaprirsi nel giro di qualche giorno.

Lo spettacolo che ci hanno presentato assomiglia ad una commedia un po’ fuori tempo rivisitata in chiave moderna. Un governo giallo-verde che si trasforma in giallo-rosso è la perfetta metafora della maturazione dei peperoni, un’evoluzione insomma, che ci lascia un po’ sbigottiti e senza parole. Questa situazione politica è stata definita in tanti modi “rimpasto di governo”, “governo delle zecche rosse” e per i più nostalgici anche “governo di Renzi”. Quello che però non sappiamo è cosa dobbiamo aspettarci da questo nuovo governo che presenta le caratteristiche di un nuovo compromesso storico tra due forze partitiche che fino a qualche mese fa recitavano il classico ruolo della politica italiana ovvero il negazionismo di colpa. Infatti, se fino a qualche mese fa si scaricavano i mancati obiettivi ai governi precedenti, si può dire che ora forse la situazione è ancora più complessa. Insomma, in un groviglio politico che sembrava impossibile da sciogliere un governo è stato formato e il 5 settembre 2019, alle ore 10 e 20 la nuova squadra capitanata da Giuseppe Conte ha giurato al Quirinale. Dopo il Consiglio dei ministri durato circa un’ora e mezza, l’Italia ha sciolto la sua riserva a Ursula Von der Leyen (Presidente della Commissione Europea) sul nome del commissario italiano in Europa, si tratterà proprio di Paolo Gentiloni (ex premier). La squadra è composta da i seguenti membri. Presidente del Consiglio: Giuseppe Conte, classe 1964, qualche ruga sul viso che mostra la sofferenza provata a gestire una lotta intestina del governo precedente, si è parlato di lui tanto, forse troppo, eppure ora sembra felice davanti alle telecamere per il suo nuovo incarico e questa volta rilassato per il contratto di governo. A scegliere il suo ruolo è stato il capo di stato, Sergio Mattarella che dalla panchina del Quirinale ha scelto come arbitro dell’incontro proprio Giuseppe Conte, ormai suo fidato in ambito politico.

Suo fedele compagno nel ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo Conte-bis troviamo Riccardo Fraccaro, punta di diamante del M5s, fedele scudiero della battaglia anti-vitalizi. Sembra indossare la maglia numero 4, nel ruolo di centrocampista centrale. Laureato in Giurisprudenza, trentotto anni, ha studiato presso l’Università di Trento e come riporta il quotidiano Repubblica è conosciuto per una gaffe avvenuta nel 2013, quando Napolitano, allora capo dello stato, scelse di ricandidarsi. In tale occasione l’esponente grillino scrisse sul blog: “Oggi è il 20 aprile, giorno in cui nacque Hitler. Sarà un caso ma oggi muore la democrazia in Italia.” Questo post fu eliminato poco dopo.

Sostituisce il capogruppo della Lega Matteo Salvini, Luciana Lamorgese nel difficile ruolo di Ministro degli Interni. La sua carriera è stata una costellazione di assist vincenti: avvocato, capo di Gabinetto nel 2013 prima con Alfano e poi con Minniti. Lavora al Viminale dal 1979 e ora mostra sul suo volto i suoi anni di studio e fatica, le sue idee sono in netto contrasto con il suo predecessore, ci aspettiamo grandi “colpi di tacco a spillo” da questa donna in quanto quota rosa e soprattutto esperta in materia.

Per la giustizia Conte ha deciso di mantenere Alfonso Bonafede, esponente del movimento 5 stelle già attivo nel precedente mandato. Ha a cuore il ruolo delle donne, la difesa e la tutela in caso di violenza, inoltre uno dei suoi punto nodali è “la legge spazzacorrotti” unico punto di debolezza: la grande amicizia che lo lega a Conte, infatti era suo assistente presso l’Università di Firenze.

Per difendere l’Italia si schiera in parlamento Lorenzo Guerini, appassionato di calcio e tifoso dei San Francisco Giants. Cresce in un ambiente comunista per poi formarsi politicamente nella Democrazia Cristiana. Amico intimo di Renzi e per un periodo anche portavoce della segreteria del PD. Gioca con la maglia numero 6 come libero difensore centrale e il suo compito sarà nei prossimi mesi quello di difendersi dalle critiche deli avversari del centrodestra e dall’organizzazione dei suoi uomini.

Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, 53 anni, cresciuto con rigide lezioni Gramsciane, ora docente di Storia Contemporanea alla Sapienza, e in politica con il Pd dal 2009. A lui spetterà l’arduo compito della manovra economica prevista in autunno. Nel ruolo di terzino sinistro il neoministro dovrà trovare un duro compromesso per uscire da questa crisi senza precedenti anche se il PIL sembra cresciuto nelle ultime settimane. Ci aspettiamo grandi cose da questo giocatore.

Come ministro degli esteri troviamo lui, l’uomo che speravamo di vedere in panchina e che invece torna in campo dopo “l’infortunio emotivo” ricevuto dall’allenatore, Luigi Di Maio, mai laureato, iscritto due volte all’università, ma mai conclusa. Lui che nel suo dribbling politico ha saputo incassare i colpi e chinare la testa di fronte alle numerose sconfitte. Ci chiediamo se la preparazione dell’estate possa effettivamente aiutarlo a discutere con esponenti di altri paesi sulle difficoltà economiche e sociali dell’Italia.

Come ministro dell’istruzione un giocatore che ha fatto parlare molto di sé nei mesi precedenti, Lorenzo Fiormanonti, esponente del Movimento5 stelle che invitava a suo tempo i precari a non votare per il suo partito. Un possibile autogoal? Con una legge da varare sull’istruzione ci aspettiamo un cambiamento radicale, insomma un goal che questa volta però deve sfondare la porta avversaria e non la sua.

Ministro della salute Roberto Speranza, il cui cognome sembra già un programma elettorale. Esponente di LeU, capogruppo del partito Democratico alla camera dei Deputati nella XVII legislatura, con la maglia numero 7 gioca come esterno destro. Durante l’intervista per Radio Radicale ha dichiarato che il compito primario di questo governo sarà lottare contro le diseguaglianze.

Prende il posto dell’uscente Gian Marco Centinaio una donna, Teresa Bellanova, esponente del Partito Democratico come Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali. Si è parlato di lei in questi giorni, da molti è stata paragonata alla figura di Luigi Di Maio a causa del mancato titolo di studio. Questa donna però mostra sul viso la sofferenza di una adolescenza come bracciante. Una quota rossa decisa, preparata e pronta a scendere in campo per dimostrare il valore del sacrificio e del lavoro.

La squadra di governo è così composta, i commentatori di questa partita a bordo campo sembrano essere Soros e Trump che nelle ultime settimane hanno espresso l’appoggio e la vicinanza a questo governo. Alla cinepresa D’Alema, Grillo e Zingaretti hanno tracciato le migliori inquadrature per la ripresa di questo governo andando contro gli avversari politici che vorrebbero il 19 Ottobre scendere in piazza a protestare contro regole di gioco che a loro paiono incostituzionali. Infine lui, ultimo ma non per importanza il disegnatore arbitrale Casaleggio, la mente del movimento 5stelle che ha trasformato in maniera silenziosa un governo giallo-verde in un governo giallo-rosso. Dunque sembra tutto pronto per il calcio di inizio e come si dice: speriamo faccia bello perché la partita è ancora aperta e da giocare.

Facebook
Instagram
YouTube
Twitter