Spider Man Far From Home

“Spider Man – Far From Home”: il passaggio di testimone tra due fasi del MCU

Avengers: Endgame ha inevitabilmente cambiato le sorti dell’intero futuro del Marvel Cinematic Universe, gettando nuove luci e ombre su una storia arrivata al culmine. Il fardello che Spider-Man: Far From Home deve portare sulle sue spalle è dunque ben più pesante di quanto si potesse immaginare. Raccogliere l’eredità del più importante film sui supereroi e farla propria, raccontando un’ultima grande storia prima dell’arrivo dell’alba di una nuova era. A Peter Parker spetta l’arduo compito di prendere il posto di Tony Stark, in un’avventura ricca di adrenalina e colpi di scena dove a far da padroni saranno i sentimenti e i ricordi di un passato recente ma mai sbiadito.

Sullo sfondo di una spensierata vacanza in Europa, il regista  Jon Watts e lo sceneggiatore Chris McKenna costruiscono una storia che ha come obiettivo principale, mostrarci proprio la verità che nessuno sembra voler accettare sul nostro amichevole Spider Man di quartiere; giocando infatti sulla cotta per MJ, la spensieratezza dei suoi compagni di classe e il continuo confronto con Tony, Far From Home rende ancor più evidente che Peter è solo un ragazzo, al quale tutti, a partire da Nick Fury, hanno dato troppe responsabilità. Un interessante parallelo, questo, con il ruolo che occupa la pellicola nel MCU; il nuovo lungometraggio Marvel soffre, come anticipato, per le eccessive responsabilità a cui la sua posizione stessa lo costringe. Nonostante, difatti, questo capitolo rappresenti la conclusione della terza fase del MCU, McKenna impreziosisce la storia seminandovi dei dettagli fondamentali per la fase successiva. Purtroppo, però, questo non basta a far di Spider Man: Far From Home una pellicola quantomeno capace di far parlare di sé. La pecca principale che le si può attribuire è la sua inabilità di catturare l’attenzione proprio nella prima – e decisiva in tal senso – ora di visione. Non solo la sceneggiatura gioca su uno svolgimento forzatamente ambiguo che non può in alcun modo stupire lo spettatore, ma viene anche infarcita di una serie di gag comiche che, alla lunga, risultano più che altro sfiancanti. Benché Spider Man sia, tra tutti i suoi colleghi, quello che in effetti più si presta ad un ritmo scanzonato, a volte si ha la sensazione che date dinamiche siano state calcate oltre ogni possibile punto di sopportazione.  


Quando, tuttavia, il gioco si fa duro e Peter indossa la maschera con una nuova consapevolezza, anche il film cambia registro drasticamente, rendendosi di gran lunga più accattivane nella sua seconda parte. Non mancherà del tutto la linea comica, ormai vero marchio di fabbrica di ogni prodotto Marvel, ma le vere potenzialità del film sbocciano facendo risaltare al massimo delle loro potenzialità tanto la vena drammatica, abilmente architettata, quanto gli interpreti. 
Senza nulla togliere al buon Tom Holland, sempre perfetto nel suo ruolo di impacciato Peter Parker, la performance di Jake Gyllenhaal è tra le migliori che il MCU abbia mai visto; merito sicuramente anche delle sfaccettature inedite che McKenna ha regalato al personaggio di Mysterio, nonostante un movente ed un background non particolarmente profondi.

Spider-Man: Far From Home chiude dunque l’adrenalinica e amatissima Fase 3 dell’universo cinematografico Marvel, pronto ad espandersi ulteriormente con nuove storie e personaggi sicuramente memorabili. Il quarto arco narrativo promette rivoluzioni drastiche e nuove introduzioni destinate a gettare solide basi per una nuova infinita epopea supereroistica. E a giudicare dal finale di quest’ultima avventura dell’Uomo Ragno, ci sarà davvero da allacciare la cinture.

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