Elezioni Europee: uno sguardo al futuro che desideriamo

Il 26 maggio saremo chiamati alle urne a votare per il parlamento europeo. Nell’ultimo periodo abbiamo letto programmi, cercato nomi di punta che potessero effettivamente aiutarci a compiere una scelta così importante. Per le elezioni europee vige dal 2014 il sistema degli Spitzenkandidaten che ha l’obiettivo di rafforzare la legittimità democratica dell’esecutivo comunitario, ed è stato il frutto di un accordo tra i capi di Stato e di governo dell’Ue, l’Europarlamento e i gruppi politici. In pratica la presidenza dell’esecutivo comunitario viene assegnata al candidato principale del partito politico europeo che ha ottenuto il maggior numero di seggi al Parlamento Ue. Per cosa andiamo a votare e perché è così importante la nostra preferenza?

Le elezioni europee si terranno in 28 stati membri dell’Unione tra il 23 maggio e il 26 maggio. Tutti i paesi inizieranno lo spoglio delle schede alle 23 del 26 maggio per non condizionare nessun paese membro. Saranno gli inglesi ad aprire le danze del voto europeo in una situazione politica estremamente precaria per la questione della Brexit, infatti la popolazione britannica sarà chiamata alle urne proprio il 23 maggio. Nonostante sia nato soltanto da poche settimane, il Brexit Party secondo i sondaggi sarebbe al momento oltre al 15%. A farne le spese sarebbero soprattutto i Conservatori della premier Theresa May, ma anche i Laburisti di Jeremy Corbyn sarebbero in calo fiaccati dalla crescita dei Liberali e da un altro nuovo partito, Change UK, formato soprattutto da fuoriusciti dei labour.

In Francia i cittadini saranno chiamati al voto il 26 maggio (come l’ Italia) secondo i sondaggi realizzati da Ifop-Fiducial per Paris-MatchCNews e Sud Radio, il partito di Le Pen incasserebbe un risultato record, passando in testa con il 23,5% delle preferenze contro il 22,5% della lista Renaissance/La République En Marche. Lontanissimi dietro, al 14%, Les Républicains guidati da Francois-Xavier Bellamy, furiosi, come i partiti della sinistra, per l’eccessiva polarizzazione della campagna sui due favoriti. Come se il voto del 26 maggio fosse diventato una sorta di terzo turno della sfida Macron-Le Pen nelle presidenziali di due anni fa.

In Germania si eleggeranno ben 96 europarlamentari. Come ha raccontato Luigi Daniele su YouTrend la CDU che fu di Angela Merkel (e che oggi ha una nuova leader, Annagret Kramp-Karrenbauer) secondo i sondaggi è sempre il primo partito, ma al di sotto del 30%: nonostante questo dato, decisamente deludente per gli standard del partito, la CDU potrebbe risultare comunque il primo partito europeo (cioè quello con più rappresentanti all’Europarlamento) con una delegazione di 30 eletti. La sorpresa delle elezioni dovrebbe essere rappresentata dai Verdi (Grünen) che puntano al 20% dei voti e a relegare i social-democratici della SPD al terzo posto. Niente boom per i populisti di Alternative für Deutschland (AfD) che dovrebbero comunque ottenere più del 10% dei voti.

In Italia saremo chiamati alle urne il 26 Maggio nel nostro comune di residenza dalle ore 7:00 alle 23:00. Nel  paese le statistiche sono bloccate due settimane prima del voto, ma secondo le ultime indiscrezioni sarebbe in netto vantaggio il Centro destra. A prescindere dal risultato elettorale e della preferenza che siamo chiamati a fare è importante ricordare che il voto è un diritto e un dovere come cittadini e come abitanti dell’Unione Europea, la penisola bagnata dal Mar Mediterraneo è infatti una delle potenze egemoni nel panorama europeista.

I principali gruppi candidati sono schierati in questo modo: Lega Movimento 5 stelle hanno già da tempo definito l’intento di correre separatamente, composito è il panorama tra i vari partiti nazionali. I candidati della Lega per le elezioni europee arrivano prevalentemente da esperienze amministrative. Matteo Salvini è capolista in tutte e cinque le circoscrizioni. Sovranisti conservatori. È questa la nuova scritta che si aggiunge al tradizionale simbolo di Fratelli d’Italia, con il quale il partito di Giorgia Meloni si presenta alle prossime elezioni europee. Meloni guida la lista dei candidati di Fdi. In lista anche Caio Giulio Cesare Mussolini, pronipote di Benito Mussolini e Raffaele Fitto, eurodeputato uscente. Candidata fra i Conservatori europei, nella lista Fdi anche Elisabetta Gardini, eurodeputata uscente fino a ieri in quota Forza Italia. Il passaggio di Svp in lista con Fi ha sancito il divorzio con gli azzurri di Berlusconi. Non è l’unica ex Forza Italia: in lista anche Daniela Santanché. Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha spiegato di essersi candidato per andare a svegliare l’Europa nel Partito popolare europeo.  Berlusconi sarà capolista dei candidati di Forza Italia per le elezioni europee 2019 nelle circoscrizioni nordovest, nordest e sud. Nel centro Italia il capolista è Antonio Tajani. In occasione delle elezioni europee nasce anche un “accordo tecnico” tra Forza Italia e gli altoatesini del SVP, storici alleati del centrosinistra fino a qualche mese fa. Alleanza che non ha mancato di suscitare polemiche in seno agli azzurri. Pd + Siamo Europei. Una lista comune, con un simbolo comune per il Partito Democratico guidato dal neo segretario Nicola Zingaretti e il manifesto/movimento di Carlo Calenda.

A Sinistra si presenta questa situazione: L’appello di Pier Luigi Bersani ad una lista unica del socialismo europeo non ha ricevuto risposte. Così, dopo aver piazzato due esponenti di nelle liste del Pd/Siamo Europei, Mdp/Articolo 1 ha deciso di non presentarsi alle elezioni con una propria lista.Per le Europee nasce alleanza tra +Europa e Italia in Comune, il movimento che fa capo al sindaco di Parma Federico Pizzarotti si presenta per la prima volta alle urne con la lista +Europa di Benedetto Della Vedova e Emma Bonino. Verdi in corsa con Possibile, il movimento fondato da Pippo Civati, nella lista Europa Verde un progetto annunciato come “ecologista, europeista, solidale, femminista”. Tra i candidati, oltre al segretario di Possibile Giuseppe “Pippo” Civati, il presidente dei Verdi Angelo Bonelli. Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni va in cartello con Rifondazione comunista con la lista La Sinistra. Capolista nelle Isole sarà il giornalista Corradino Mineo, al nord ovest Eleonora Cirant, attivista di Nonunadimeno, Silvia Prodi, nipote dell’ex premier capolista al Nord est e al centro Marilena Grassadonia, presidente dell’Associazione famiglie Arcobaleno. Al sud Eleonora Forenza, europarlamentare uscente della Gue. Tra i candidati Paolo Narcisi, presidente di Opencooperazione, medico pinerolese che salva i migranti.

Potere al popolo alle prese con il complicato sistema della raccolta delle firme non ha presentato la propria lista. Stesso problema per Volt, il movimento paneuropeo e progressista fondato da un gruppo di giovani europeisti.

Le prime elezioni europee si tennero tra il 7 e il 10 giugno 1979, dove i nove stati membri furono chiamati alle urne per eleggere 410 membri all’ Europarlamento. I seggi al parlamento furono assegnati agli stati membri in base alla loro popolazione, ma i membri sedettero in base ai gruppi politici. Le elezioni furono vinte dal gruppo Socialista con 113 seggi, davanti al Partito Popolare Europeo che ne ottenne 107. Il Parlamento europeo ha funzione legislativa all’interno della Comunità ed è composto da rappresentati nominati dai cittadini degli Stati membri, il cui compito è quello di esprimere il volere elettorale del Paese che rappresentano a livello nazionale. Per questo è importante difendere e tutelare il mondo in cui viviamo attraverso uno dei pochi diritti tutelati che abbiamo: il Voto. Astenersi significherebbe delegare agli altri le proprie scelte, non scegliendo in quale Europa vogliamo vivere.

L’obbiettivo è quello di sostenere ed incoraggiare un voto informato, difendendo il concetto di democrazia. È importante dunque compiere la nostra scelta per dare voce alla penisola italiana in un contesto complesso e intricato come l’Unione Europea. Sono stati molti i comizi nell’ultimo periodo, in giro per le piazze d’Italia, tante le proposte e ancora di più le promesse. Il nostro compito come Italiani e come cittadini europei è quella in cabina elettorale di compiere la scelta più consona per il futuro e in linea con le nostre prerogative politiche e ideologiche.

Vi lasciamo dunque con una citazione di Don Camillo e Peppone: “ In cabina elettorale Dio ti vede, Stalin no!”

Buone elezioni e buona scelta.

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