Post-eroismo: i nostri eroi sono cambiati

Il tassello portante del genere supereroistico cinematografico (il ciclo degli Avengers) ha ormai visto la propria conclusione. Immediatamente, però, diversi segnali di alterazioni formulari sono sorti, dando dimostrazione di un inevitabile mutamento nel processo di generificazione, che a breve si mostrerà nella sua espressione più matura. Si sta parlando, in poche parole, del tramonto del cinecomic, o almeno, di come li conosciamo. Questi segnali sono già evidenti, ci sono, infatti, diversi casi anche al di fuori dal medium-cinema che ci mostrano già diverse modifiche in atto. Su tutti, God Of War (2018) ne è un chiaro esempio. In una prima istanza notiamo subito quanto effettivamente un plot narrativo di tale portata sia effettivamente rivoluzionario per una saga sorta con la Playstation 2. Un freddo e spietato vendicatore e parricida si è trasformato in un padre tormentato e vedovo, costantemente indeciso su come agire nei confronti di suo figlio Atreus. Tale caratterizzazione ha già raggiunto lo stato di topos nello storytelling contemporaneo, basti pensare a personaggi come Wolverine ed al suo cambiamento in Logan (2017) e Luke Skywalker nella nuova trilogia di Star Wars.

Molti hanno definito quest’era come l’era del post-eroismo, ovvero un tipo di approccio verso il genere in cui i valori portanti vengono ribaltati. Si tratta i un procedimento analogo di quanto è successo col western, dato che ora si parla infatti di post-western nel caso di pellicole come Unforgiven (1992). Il pistolero solitario cede il posto ad un uomo anziano dal passato tormentato e la posta in gioco non è più la liberazione di una città, un tesoro o una taglia, ma il futuro dello stesso eroe, ormai datosi all’isolamento al di fuori da un qualunque centro urbano. La struttura è stata alterata: l’uomo anziano tormentato non è altro che il pistolero solitario alla fine del proprio viaggio dell’eroe, che cerca di lasciare il mito ed un mondo di violenza alle sue spalle. Si tratta però di un mondo che mai potrà abbandonare perché in un modo o nell’altro verrà rimesso in gioco il suo valore, benché il contesto sia mutato. Si tratta dello stesso tipo di storytelling che riguarda l’eroe a noi oggi più consono, visibile in Logan, in Gli Ultimi Jedi e nell’ultimo capitolo di God Of War, i cui protagonisti incarnano perfettamente un’idea di post-western riadattata ad un’ottica contemporanea.

Kratos si è lasciato alle spalle un passato di violenza ed ora prova a ricostruirsi una nuova vita. L’obiettivo dei protagonisti è, infatti, spargere le ceneri della moglie di Kratos, venuta a mancare offscreen all’inizio del gioco. I due protagonisti intraprendono un viaggio attraverso i vari mondi del mito norreno, trovandosi di fronte a numerosi ostacoli da superare che saranno la colonna portante della narrativa che spingerà Kratos ad indossare la maschera di mentore, volente o nolente che sia. 

In un momento preciso della storia, per salvare la vita di Atreus, egli dovrà, fra l’altro, riprendere in mano le Lame del Caos, gli strumenti con cui aveva perpetrato violenze indicibili nel corso della saga, abbandonate precedentemente nella stessa maniera in cui ha abbandonato il suo passato di violenza.

La figura dell’ultimo Luke Skywalker mostrato su grande schermo è abbastanza analoga. Egli ha deciso di abbandonare la forza una volta visto il male che essa può creare, per poi decidere infine di tornare durante lo showdown, combattendo anch’egli per il futuro, incarnato da Rey. E così anche Logan, avendo rinunciato alla sua vita di mutante-supereroe, inizia il suo viaggio con una bambina dai poteri simili ai suoi.

Il discorso è squisitamente mitologico. I personaggi e le storie raccontate attraverso i miti parlano di per sé della nostra società e della proiezione allegorica che noi diamo di essa. Proprio per questo motivo abbiamo visto emergere il post-western in concomitanza col caso Watergate e la guerra nel Vietnam, si tratta di storie che riflettono il dissenso nei confronti delle istituzioni e la mancanza di fiducia del popolo nei confronti del mito americano. Questo procedimento è estremamente simile all’impatto che la crisi finanziaria del 2008 ha avuto sulla cultura di massa, ed è proprio per questo motivo che abbiamo visto tornare in auge un tale modello nella struttura mitica che maggiormente caratterizza la nostra pop culture contemporanea: il cinecomic

Di questo si parla quando parliamo di post-eroe o post-eroismo, ovvero di un cambio di formula necessario una volta che il racconto dei soliti miti diventa eccessivamente ripetitivo

Quello che dobbiamo ora chiederci è: quale tipo di mito sostituirà quello corrente, così da riflettere al meglio il modo in cui la società descrive se stessa?

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